Lo Stato deve risarcire i familiari dei soldati deceduti a seguito di esposizione ad uranio impoverito. Dal risarcimento andrà però dedotto quanto già erogato a titolo di indennità (Cassazione Civile, Sez. III°, 4 ottobre 2018 n. 24180).
Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte è tornata pronunciarsi sul triste tema delle morti dei soldati italiani a causa di esposizione ad uranio impoverito.
Nel caso in esame la Corte ha ritenuto esistente non solo il collegamento causale tra l’attività espletata in missione dal militare (nello specifico un Caporal Maggiore inviato in Bosnia nel 1990) e l’evoluzione della patologia tumorale obiettivamente diagnosticata e rappresentante la causa primaria del decesso ma anche il nesso causale tra il comportamento colposo dell’Autorità militare (mancata informazione adeguata del personale militare in servizio; mancata pianificazione e valutazione degli elementi di rischio; mancata predisposizione e consegna delle misure di protezione individuale atte almeno a ridurre il rischio da affrontare) e la detta patologia.
La Corte, nell’occasione, richiamandosi alle sentenze delle Sezioni Unite nn. 12564 e 12565/2018, ha altresì precisato il rapporto esistente tra l’indennizzo ricevuto dai genitori del soldato in virtù delle normative specifiche ed il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da loro patito, .
E’ stato, pertanto, ribadito che la “compensatio lucri cum damno” opera in tutti i casi in cui sussista una coincidenza tra il soggetto autore dell’illecito tenuto al risarcimento e quello chiamato per legge ad erogare il beneficio, con l’effetto di assicurare al danneggiato una reintegra del suo patrimonio completa e senza duplicazioni”.
La Corte ha così confermato che nelle ipotesi, quale quella in questione, in cui, pur in presenza di titoli differenti, vi sia unicità del soggetto responsabile del fatto illecito fonte di danni ed al contempo obbligato a corrispondere al danneggiato una provvidenza indennitaria, vale la regola del diffalco, dall’ammontare del risarcimento del danno, della posta indennitaria avente finalità compensativa.